ISSN 2464-9694
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Il punto (ovvero la tetralogia) delle Sezioni Unite in tema di compensatio lucri cum damno e liquidazione del danno da fatto illecito

Si segnala, sul tema in oggetto, anche Cons. Stato, Ad. plen. n. 1/2018, in questa rivista con commento.

 

1) Cass. civ., sez. un., sentenza, 22 maggio 2018, n. 12564, Pres. Vivaldi, Rel. Giusti

Dal risarcimento del danno patrimoniale patito dal familiare di persona deceduta per colpa altrui non deve essere detratto il valore capitale della pensione di reversibilità accordata dall’Inps al familiare superstite in conseguenza della morte del congiunto.

(Nel caso si precisa che la pensione di reversibilità è una forma di tutela previdenziale nella quale l’evento protetto è la morte; essa non si connota per il fatto di rimuovere le conseguenze prodottesi nel patrimonio del danneggiato per effetto dell’illecito del terzo, ma costituisce invece l’adempimento di una promessa rivolta dall’ordinamento al lavoratore-assicurato).

 

2 ) Cass. civ., sez. un., sentenza, 22 maggio 2018, n. 12565, Pres. Mammone, Rel. Giusti

Il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall'ammontare del danno risarcibile l'importo dell'indennità assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto.

(Nel caso si precisa che restano fuori dal quesito rivolto alle Sezioni Unite le ipotesi in cui, pur in presenza di titoli differenti, vi sia unicità del soggetto responsabile del fatto illecito fonte di danni ed al contempo obbligato a corrispondere al danneggiato una provvidenza indennitaria.

 

3) Cass. civ., sez. un., sentenza, 22 maggio 2018, n. 12566, Pres. Mammone, Rel. Giusti

L'importo della rendita per l'inabilità permanente corrisposta dall'INAIL per l'infortunio in itinere occorso al lavoratore va detratto dall'ammontare del risarcimento dovuto, allo stesso titolo, al danneggiato da parte del terzo responsabile del fatto illecito.

(Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto di giurisprudenza sulla questione “se dall'ammontare del danno risarcibile si debba scomputare la rendita per l'inabilità permanente riconosciuta dall'INAIL a seguito di infortunio occorso al lavoratore durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro”, enunciano il riferito principio di diritto e, superando il contrasto di giurisprudenza formatosi sul punto, rigettano il ricorso)

 

4) Cass. civ., sez. un., sentenza, 22 maggio 2018, n. 12567, Pres. Mammone, Rel. Giusti

Dall’ammontare del danno subito da un neonato in fattispecie di colpa medica, e consistente nelle spese da sostenere vita natural durante per l’assistenza personale, deve sottrarsi il valore capitalizzato della indennità di accompagnamento che la vittima abbia comunque ottenuto dall’Inps in conseguenza di quel fatto». La sentenza – dopo aver ribadito la finalità solidaristica ed assistenziale dell’indennità di accompagnamento – rileva che nel sistema vi è una norma specifica (l’art. 41 della legge 4 novembre 2010, n. 183) secondo cui «le pensioni, gli assegni e le indennità, spettanti agli invalidi civili ai sensi della legislazione vigente, corrisposti in conseguenza del fatto illecito di terzi, sono recuperate fino a concorrenza dell’ammontare di dette prestazioni dall’ente erogatore delle stesse nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazioni».

(Nel caso si precisa che la percezione dell’indennità in questione, essendo rivolta alla medesima copertura degli oneri di assistenza provocati dal fatto illecito del terzo, assume per il danneggiato la valenza di un anticipo, per ragioni di solidarietà sociale ed in presenza della lesione di interessi primari costituzionalmente protetti, della somma che potrà essere ottenuta dal terzo a titolo di risarcimento del danno).


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